Miuccia Prada
È primitivo "tornare a ciò che conta". E cosa conta di più in un periodo di ritorno alle origini. Non c’è nessuno che possa alzare il termostato della provocazione sessuale sovversiva tanto quanto la signora Prada. Le sfumature anni Cinquanta, con gli chignon alti, i reggiseni con ruches e le fruscianti didietro delle gonne a tubino sotto il ginocchio, sono riuscite a incanalare il periodo d'oro di Cinecittà senza clichè. Soprattutto, questa è una collezione destinata a stare ancora meglio su una donna con un corpo reale che su una modella adolescente. E questo, la signora Prada sicuramente lo sa, è davvero "ciò che conta”.
Vogue BY SARAH MOWER September 22, 2008
We wanted to create collections that were not overly trend driven that had a timeless quality and remain affordable, Staudinger told us.
Quirky handbags, 50s inspired jumpsuits and frocks that look as if they were made for the LA sunshine certainly meet this aesthetic.
STAUD
Jean Paul Gaultier
GIOCARE CON IL TEMPO
I piani temporali si fondono e si incontrano in questa giacca del 1989 firmata Gaultier. Dove l’antico (il corsetto ottocentesco) si fonde con l’ultra contemporaneo nella scelta del materiale, del colore e dei lacci da scarpe.
Dolce e Gabbana
"Per la loro collezione D&G primavera 2002, Stefano Gabbana e Domenico Dolce hanno scambiato il mondo dei club di danza techno - uno dei loro punti di riferimento ricorrenti - con quello delle compagnie di balletto, piene di scarpe con punta di raso e sbarra. Come tanti aspiranti di A Chorus Line, le modelle si sono lanciate nello spazio dello show curvy vestite con top, gonne, giacche e leggings ammassati e strettamente stratificati, spesso avvolti con spessi nastri di raso e stelle filanti di chiffon. I tutù vertiginosi si sono trasformati in gonne a strati, indossate con magliette con slogan sfacciati e maglioni cardigan avvolgenti. Toni sbiaditi di grigio, nudo e kaki giocano con esplosioni di verde neon. Come con la maggior parte degli spettacoli di D&G, il look accumulato ha lo scopo di accendere fuochi di lussuria tra i fanatici della moda adolescenziale." -VOGUE October 2, 2001 by Nathan Cooper
Taglia 42
Abito Prada SS 2009
€329,00
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Abito cotone Stand
Taglia M
€ 119,00
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Giacca Western Baroque Junior Gaultier T 42
€189,00
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Corsetto D&G Spring 2022
€149,00
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Gonna Nandutì
Gonna artigianale
€ 198,00
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Questa straordinaria tecnica di ricamo paraguaiana è diretta discendente si un’antica tecnica di ricamo spagnola: il merletto di tenerife (un ricamo monocolore, perlopiù bianco), questo fornisce precise informazioni sui tempi e modi in cui il nanduti è arrivato in Paraguay, al contempo però ci mostra anche la mutazione che avviene quando un elemento arriva in una terra che ha le sue caratteristiche riconoscibili e intrinseche, il merletto allora si carica dei colori della terra paraguayana diventandone elemento identitario e distintivo, parte della storia e della cultura di quella terra: Secondo una leggenda paraguayana il ñandutí fu creato da una donna indigena, il cui figlio era innamorato di una ragazza molto bella. Poiché era molto corteggiata, la ragazza aveva detto agli uomini del villaggio che si sarebbe sposata solo con chi le avrebbe portato qualcosa di così prezioso da non potere essere rimpiazzato. Il suo spasimante si era allontanato nel bosco in cerca di qualcosa che fosse davvero unico; quando incontrò un ragno che tesseva una tela tra i rami di un albero si fermò a guardare quella meraviglia che sotto il sole sembrava riflettere mille colori diversi. Alla fine prese la tela, ma non andò molto lontano: dovette lottare contro un suo concorrente, ma vinta la battaglia si accorse di non avere più nulla in mano. Gli venne in aiuto la sua anziana madre, che con i suoi capelli si mise a tessere la stessa trama del ragno, per costruire una tela che sarebbe resistita alle mani di chi l'avesse toccata
Abito Kika Vargas
Da giovane a Bogotá, in Colombia, Kika Vargas sognava di diventare un giorno una stilista. Avanzando velocemente fino ad oggi, la stilista è ormai una veterana del settore che si è fatta le ossa in Missoni prima di lanciare il suo marchio di prêt-à-porter femminile nel 2010.
Le collezioni di Kika Vargas sono orgogliosamente ispirate al suo retaggio colombiano. Realizzati a Bogotá con materiali di provenienza locale, i modelli del brand sono un trionfo di colori accattivanti, stampe e silhouette voluminose e ultra femminili.
Abito Kika Vargas Taglia L
€ 129,00
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Burberry
Gonna Kilt Burberry
€139,00
Il legame tra spazio e abbigliamento, manifesto di secoli di storia e identità culturale è sicuramente emblematico del tessuto scozzese per eccellenza il tartan. Ricco di connotazioni storiche, sociali e politiche, ogni trama del tessuto racconta l'intrecciarsi di storie diverse. Qui, a destra, un modello di Vivienne Westwood, stilista inglese che ne ha fatto il proprio marchio distintivo, il tessuto del nazionalismo rifiutato, una manifestazione di ribellione e dissenso contro la monarchia e il governo britannico a causa delle molteplici ingiustizie commesse nel corso della storia
Il tartan è, anche, alla base del successo di Burberry, il marchio inglese che è riuscito a rimanere un classico e allo stesso tempo a essere protagonista della moda contemporanea. Questo motivo occupa un posto speciale nella storia della moda, grazie alla sua capacità infinita di rinnovarsi. Il tartan non solo fa storia, ma racconta storie. Dall'intreccio di fili di diversi colori, che si ripetono nel cosiddetto sett, uno schema definito sia nella trama che nell'ordito, nascono linee e quadrati con effetti cromatici unici. Originariamente legato alla Scozia, il tartan è stato adottato dagli abitanti delle Highland intorno al XVI secolo come simbolo di appartenenza culturale.
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Gilet tartan Anglomania Vivienne Westwood € 119,00
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ISSEY MIYAKE
LO STILISTA GIAPPONESE CHE TRASFORMA GLI ORIGAMI IN ABITI
Il punto di partenza dello stile eclettico di Miyake non è soltanto la relazione tra il corpo e l'abito, ma anche la consistenza dei tessuti, mostrando una preferenza per quelli piegati o stropicciati. Il designer giapponese ha reso popolare la tecnica del plissé, caratterizzata da piccole pieghe ravvicinate che conferiscono agli abiti un effetto a fisarmonica. Gli abiti di Miyake, emblema di moda sostenibile, spesso sono realizzati partendo da un unico pezzo di stoffa, con tecniche all'avanguardia. Il suo capo più celebre è A-POC, acronimo di A Piece of Clothing, un lungo capo di vestiario tessuto senza cuciture né tagli, indossato contemporaneamente da diverse modelle in passerella, per un effetto futuristico senza precedenti.
Top T4 Pleats Please di Issety Miyake
€119,00
La ricerca di materiali innovativi, uno stile tecnologico e futuristico, e l'ambizione di creare qualcosa di totalmente nuovo, distinguono Watanabe come un designer straordinariamente innovativo. La sua estetica riflette una contemplazione sulla forza e sull'audacia, con linee taglienti e spigoli che superano i confini del corpo per occupare lo spazio circostante. La sua proposta non è semplicemente provocatoria, ma una vera e propria espressione dell'arte del vestire. Giacche, kilt e accessori si liberano dalla banalità per rinascere in forme totalmente rinnovate, aggiungendo freschezza al consueto e sorprendendo nel familiare. Questa è la grande virtù di Watanabe: esplorare e reinterpretare mondi, estetiche e riferimenti, illuminandoli con la propria creatività. Il risultato sono capi che non solo vestono il corpo, ma che trasmettono pensieri ed emozioni profonde.
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OLIVIER THEYSKENS
Back to the future: Tra avanguardie e retro futurism. Come immaginavamo ieri il futuro? La moda, come ogni arte, si interroga ciclicamente sulla previsione dei tempi, cogliendo nella contemporaneità elementi che anticipano il futuro. (Qui, a sinistra, top pelle Olivier Theyskens).
Dal retro futurism degli anni '70 e '80 alle avanguardie degli stilisti Belgi degli anni '90, un'importante riflessione sulla contemporaneità scaturisce dalla visione dell'idea di futuro del passato.
UNA RIFLESSIONE SULL'OGGI: FAST E SLOW FASHION
Top pelle Olivier Theyskens Taglia 40
€119,00
Oggi: il ruolo del tempo nei processi produttivi e di consumo.
Una disamina su Tempo Spazio e Moda non può prescindere dalla riflessione sull'oggi. Il tempo, inteso come durata, di produzione e consumo degli abiti nella contemporaneità (in contrapposizione con produzione e durata nel passato). E lo spazio, i luoghi di inizio e fine vita degli stessi capi d'abbigliamento che in entrambi i momenti (quando vengono prodotti e quando "smaltiti") distruggono ecosistemi, economie locali, storie di persone e luoghi che abbiamo analizzato in questa collezione.
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